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DAKAR: Sainz campione nelle auto, Brabec interrompe il dominio KTM nelle moto

Lo spagnolo vince per la terza volta alla Maratona del Deserto dopo i successi nel 2010 e 2018. Lo statunitense trionfa nelle moto interrompendo un dominio KTM durato 18 anni.

di Alessandro Ciacci
17 gen 2020
DAKAR: Sainz campione nelle auto, Brabec interrompe il dominio KTM nelle moto

Torna a sventolare la bandiera spagnola alla Dakar. La prima edizione “asiatica” è di Carlos Sainz, che trionfa per la terza volta nella storia del rally raid più famoso del mondo. Per il pilota della MINI il successo arriva a 57 anni, un'altra grande impresa nella carriera di Sainz già campione del mondo WRC '90 e '92 oltre – come detto – alle vittorie alla Maratona del Deserto nel 2010 e nel 2018. “El Matador” domina in Arabia Saudita e lo fa davanti a due mostri sacri come Nasser Al-Attiyah – vincitore lo scorso anno – e Stephane Peterhansel – 13 trionfi per “Mr.Dakar” -. Sainz non ha avuto problemi a gestire il vantaggio nella dodicesima e ultima tappa, accorciata a soli 167km di prova speciale da Haradh a Qiddiya, arrivando a 4 minuti proprio da Al-Attiyah. Tra gli spagnoli bene anche Fernando Alonso, alla prima esperienza nella Dakar. Il due volte iridato in F1 è quarto di tappa e tredicesimo nella generale, nonostante qualche episodio sfortunato come la rottura della sospensione o il cappottamento.

Sorpresa anche tra le moto: Ricky Brabec pone fine alla dinastia KTM durata ben 18 anni e riporta la Honda al trionfo. L'ultimo a riuscirci fu Gilles Lalay nel 1989. Brabec è anche il primo statunitense a vincere la Dakar e lo fa davanti a Pablo Quintanilla su Husqvarna che chiude ad oltre 16 minuti di ritardo. KTM sul gradino più basso del podio grazie a Toby Price, mentre il quarto assoluto è il cileno Josè Ignacio Cornejo che però si toglie la soddisfazione di portarsi a casa l'ultima tappa. Per le altre categorie: Ignacio Casale domina nei Quad, Casey Currie nei Side by Side ed il russo Andrej Karginov nei camion. La 42esima edizione della Dakar verrà ricordata anche per la scomparsa del pilota portoghese Paulo Goncalves, vittima numero 74 di una corsa bella e dannata.