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Donna segregata in casa per otto anni a Rimini. Liberata dai militari

29 mar 2018
Foto ANSA
Foto ANSA
Era rimasta segregata in casa per otto anni, mentre il marito la picchiava quasi quotidianamente. È la tragica storia di una 35enne di origine marocchina che viveva da prigioniera in casa. La donna, senza denaro e permesso di soggiorno, veniva costantemente sorvegliata con tre telecamere a circuito chiuso fatte installare dal marito. Le era negata la possibilità di uscire, di andare a scuola di italiano, di imparare a leggere o a scrivere in arabo (la sua lingua d'origine) e di avere qualsiasi contatto con la sua famiglia.

La donna ora è libera grazie all'intervento dei militari di Santarcangelo, che, qualche mese fa, hanno bussato alla sua porta per un semplice controllo del permesso di soggiorno, che gli risultava scaduto. Dopo una delicata indagine la donna è riuscita a raccontare i soprusi del suo aguzzino.
L'uomo, 51enne anche lui di origine marocchina, è stato descritto dalla moglie non come un musulmano praticamente ma un soggiogato dalla superstizione.

Da oggi non potrà avvicinarsi a moglie e figli per più di un chilometro, come stabilito dal tribunale di Rimini. Per ora è solo indagato a piede libero per maltrattamenti, ma se dovesse disattendere la prescrizione del giudice ed avvicinare la moglie potrebbe essere arrestato.

mg