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"Podeschi è scosso, ma anche sereno perché le accuse sono insussistenti"

26 giu 2014
"Podeschi è scosso, ma anche sereno perché le accuse sono insussistenti""Podeschi è scosso, ma anche sereno perché le accuse sono insussistenti"
"Podeschi è scosso, ma anche sereno perché le accuse sono insussistenti" - L'ex segretario di Stato ieri in silenzio di fronte ai magistrati. Intanto nuove testimonianze cerca...
Claudio Podeschi non ha risposto all'interrogatorio: lo comunicano i suoi avvocati difensori, che contestano quanto emerso dopo l'arresto del loro cliente.
Nessun lungo interrogatorio per Claudio Podeschi: anzi, l'ex segretario di Stato, storico uomo di punta della Dc, è rimasto in silenzio, ieri ai Cappuccini davanti ai magistrati: “Senza la dissecretazione degli atti non parliamo, la carcerazione non cambia minimamente la strategia difensiva”, ha confermato l'avvocato Massimiliano Annetta. Con una nota, gli avvocati confermano anche di aver chiesto l'annullamento della misura cautelare, avendo rilevato “molteplici vizi”, e che il sequestro di beni per un importo pari a 14 milioni di euro “è riferibile unicamente al campo della fantasia”, testuali parole. Infine, l'avvocato Annetta ci ha riferito di aver trovato Claudio Podeschi, ieri in carcere, alquanto “scosso per quanto avvenuto, ma al tempo stesso sereno, perché le accuse sono insussistenti”. Sulla base delle accuse, intanto, proseguono gli interrogatori: ieri in tribunale ha testimoniato Marziano Guidi, già direttore di Fincompany. Proprio alla finanziaria arrivò, per gli inquirenti, un assegno da un milione di euro derivante dal libretto chiamato “Aurora”, nel quale erano confluiti anche i 3 milioni dell'ex primo ministro armeno Sarkissian. Secondo gli investigatori, il reale beneficiario dell'assegno era Podeschi, e il prelievo venne fatto alla Euro Commercial Bank. A tal proposito, attese anche le testimonianze di Giuseppe Guidi, ex direttore di Euro Commercial Bank, e di Andrea Della Balda, amministratore delegato di San Marino Telecom e che risulta anche collegato al libretto al portatore “Pluto”, presso Banca commerciale, al momento della sua estinzione, ma inizialmente ricondotto alla Fondazione per la promozione economica e finanziaria. Proprio alla Fondazione Simon Murray, presidente e azionista di maggioranza di San Marino Telecom spa versò, sempre per gli inquirenti, 3 milioni tramite bonifico.

FB