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Chaplin è "The tramp" in LUCI DELLA CITTÀ alla fortezza

“CITY LIGHTS”, il capolavoro anni 30 di Charlot, illumina la Rocca Brancaleone, stasera alle 21.30, per il festival ravennate musiche originali dal vivo con l'Orchestra Corelli diretta da Timothy Brock

di Francesco Zingrillo
15 lug 2020

Alla prima Hollywoodiana del gennaio 1931 in sala con l'attore e regista c'era un fan appassionato: Albert Einstein che si commuove a fine film. Tutti applaudono e l'artista dice: “applaudono me perché mi capiscono tutti e lei anche se non la capisce nessuno...”. “LUCI DELLA CITTÀ” è un capolavoro cinematografico, musicale e recitativo, che proietta oltre il tempo il genio onnicomprensivo e “burlesque” di Charlie Chaplin in arte Charlot. Scritto, diretto, interpretato e musicato oltreché sonorizzato (la rumoristica era un'arte di scena) in centinaia di provini e ciak (324 takes per una specifica scena, 100 km di celluloide e 3 anni di lavorazione) ossessivamente rigirati e riproposti come il primo piano finale del sorriso che piange fissato sullo schermo da miliardi di occhi anche oggi e stasera a Ravenna. “The Trump” è molto più del vagabondo, perdigiorno, muto e innamorato, avvolto dalla musica di scena e dai rumori e suoni del passo comico di Charlot che evoca la composizione musicale (e l'ascolto) su partitura scritta dallo stesso Chaplin. Il direttore TIMOTHY BROCK, che ben conosce il lavoro di arrangiatore e compositore, sa orchestrare la colonna sonora che non rimpiazza il parlato ma spesso lo rende non necessario; basta seguire Chaplin, che non ha bisogno della voce.

  fz