Poggio Torriana, onorificenze ai reduci della seconda Guerra

18 ott 2018
Poggio Torriana, onorificenze ai reduci della seconda Guerra - C'è il Titano, con la famiglia di <strong>Augusto Fratti</strong>. Di Torriana, sposato con una samm...
Tante medaglie e altrettante storie. Di valore, di dolore nella guerra, nella prigionia e nella deportazione. E un progetto attivo da 10 anni, tramite ricerche d'archivio nei Centri di Documentazione, portato avanti dalla Associazione Culturale “La Memoria Bellica degli italiani nel Mondo" – come spiega il Presidente Joselito Scipioni - per rendere onore e riconoscimento a chi ancora non l'ha ricevuto, perché non l'ha richiesto o perché migrante.

C'è il Titano, con la famiglia di Augusto Fratti. Di Torriana, sposato con una sammarinese, concepisce la figlia in licenza. La rivedrà una sola volta, di ritorno in territorio per le esequie della madre. Falegname, costruì per la piccola una culla. E' stato il Console di San Marino a Rimini, Benedetta Nicolini, a consegnare l'onorificenza. Ci sono le famiglie dei reduci: i figli, i nipoti. Come Fabio presente “per giustizia – dice - e in memoria del nonno” e che del nonno conserva gelosamente l'unico ricordo – una valigia in legno – riportato in patria dalla prigionia. A supporto del progetto, collaborando alle ricerche d'archivio e per l'organizzazione dell'evento, l'Associazione Kairos.

96 anni, premiato con la “medaglia di Ghiaccio” Oreste Paganelli, reduce dalla campagna in Russia, riconoscimento rilasciato dalla Associazione Nazionale UNIRR. Dall'Associazione Culturale "La Memoria Bellica degli italiani nel mondo", inoltrata istanza dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la concessione della medaglia d'Onore a 9 reduci combattenti prigionieri dei tedeschi.

AS

Nel video, le interviste al Presidente della Associazione Culturale “La Memoria Bellica degli italiani nel Mondo, JOSELITO SCIPIONI; a FABIO CENNAMO e OSCAR CERVELLINI; al Console di San Marino a Rimini, BENEDETTA NICOLINI e al Segretario dell'Associazione “Kairos”, ANTONIO VALLI