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A Roma la mostra sul Dna: da Mendel all'ingegneria genetica

3 mar 2017
Mostra sul Dna a RomaA Roma la mostra sul Dna: da Mendel all'ingegneria genetica
A Roma la mostra sul Dna: da Mendel all'ingegneria genetica - I vent'anni della clonazione: a breve si potranno costruire organismi sintetici
Al Palazzo delle Esposizioni di Roma si può visitare fino al 18 giugno la mostra del Dna, che parte dalle leggi di Mendel per arrivare a capire il presente e il futuro della genetica.

Raccontare l'invisibile. Questa la sfida lanciata dalla mostra Dna: narrare ciò che è racchiuso nelle cellule, le “letterine” che compongono un lunghissimo filamento, e che nell'esposizione sembrano “Matrix”, un codice lineare di lettere nascoste. La storia inizia nella metà dell'800 con un genio misconosciuto, Gregor Mendel, che comprende e scrive le leggi dell'ereditarietà ma nessuno lo ascolta. Servirà un secolo di attesa, passando anche per i deliri dell'eugenetica.
Il Dna, come si è poi scoperto, è fatto di materia, i geni sono pezzi di materia tridimensionali che interagiscono col resto della cellula e dell'ambiente. Da qui si arriva alla clonazione, che ha già 20 anni come la pecora Dolly, e che serve soprattutto per curare e guarire. Il Dna oggi è comunemente utilizzato anche dalla polizia scientifica, che trova le prove molecolari sulla scena del delitto. Infine l'ingegneria genetica, un futuro che è già tra noi, dopo decenni in cui le letterine venivano lette e messe in sequenza, ora si può riscrivere il codice, correggerlo e reimpiantarlo. Di qui a poco si farà il copia e incolla del Dna, si costruiranno organismi sintetici, con genoma sintetizzato: fino a poco tempo fantascienza, oggi quasi realtà.

Francesca Biliotti