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Saldi, il decalogo dell'Aduc per i consumatori

2 gen 2015
Saldi, il decalogo dell'AducSaldi, il decalogo dell'Aduc per i consumatori
Saldi, il decalogo dell'Aduc per i consumatori - I saldi rappresentano un appuntamento soprattutto per il settore dell'abbigliamento, e l'Aduc lancia...
I saldi rappresentano un appuntamento soprattutto per il settore dell'abbigliamento, e l'Aduc lancia una serie di suggerimenti per evitare che la frenesia dell'affare porti alla classica fregatura. Prima di tutto invita i consumatori a fare un giro per negozi nei periodi pre-saldi, per individuare i prodotti che potrebbero interessare e segnare il prezzo pieno dei vari articoli. Questo consentirebbe di verificare l'effettivo sconto dichiarato dai negozianti. Mai fermarsi al primo negozio che pratica sconti ma visitarne diversi e confrontare prezzi e qualità della merce. Poi non lasciarsi ingannare da sconti che superano il 50% del costo iniziale. Nessuno regala niente. Diffidate di chi non accetta carte di credito o bancomat e pretende pagamento solo per contanti. Comportamento da segnalare agli istituti di credito. Nella scelta dei capi controllare attentamente le etichette , per prevenire spiacevoli sorprese in lavanderia; poi chiedere la provenienza dei prodotti in vendita: quelli provenienti dai Paesi asiatici - mette in guardia l'Aduc - possono essere trattati con pesticidi o antimuffe che al contatto con la pelle possono provocare allergie. Diffidare anche dei capi di abbigliamento disponibili in tutte le taglie e colori: è molto probabile che non sia merce immessa sul mercato solo per i saldi e quindi con un finto prezzo scontato. Diffidare anche dei negozi che espongono cartelli tipo "la merce venduta non si cambia": esistono regole precise del commercio – spiega l'Aduc - che impongono il cambio della merce non corrispondente a quanto propagandato o perché difettosa. Il fatto di essere in saldo, non significa che queste regole non siano valide. Da ricordare, infine, che non esiste il diritto di recesso negli acquisti fatti in un esercizio commerciale: per cui se si è sbagliata la taglia o si è semplicemente cambiato idea, è solo la disponibilità del commerciante che può ovviare al problema, ma non esiste, in merito, un diritto del consumatore.