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1° ottobre 2018: il saluto del Nunzio Apostolico

1 ott 2018
Emil Paul Tscherrig
Emil Paul Tscherrig
Eccellentissimi Capitani Reggenti, Sig. Mirco Tomassoni e Sig. Luca Santolini, Signori Ministri di Governo,
Signore e Signori Ambasciatori e Membri del Corpo Diplomatico e Consolare, Distinte Autorità civili, militari ed accademiche,
Signore e Signori,
Desidero innanzitutto esprimere ai nuovi Capitani Reggenti le più vive congratulazioni per la loro elezione e l'augurio per una feconda missione al servizio della popolazione.
La partecipazione al cambio semestrale dei Capitani Reggenti, espressione tipica della democrazia della Serenissima Repubblica di San Marino, è sempre un evento privilegiato per tutto il Corpo Diplomatico accreditato presso il Governo sanmarinese e per l'intera cittadinanza di questa Repubblica per riflettere su alcuni temi importanti della vita democratica delle Nazioni.
Tra pochi giorni Papa Francesco inaugurerà a Roma il Sinodo dei Giovani, un'assemblea che vede riunita una qualificata rappresentanza di uomini e donne, ecclesiastici e laici, provenienti da tutto il mondo per riflettere su un argomento quanto mai importante: la vita e la missione dei giovani nella Chiesa e nel mondo. Sin dall'antichità greca e romana, molti pensatori si sono fermati a riflettere sulla missione dei giovani, giustamente intravedendo in questi il futuro dei popoli, consapevoli che una città senza giovani non ha futuro. Allora immaginare il futuro equivale ad interessarsi oggi dei giovani, non solo della loro educazione, della formazione culturale e professionale, ma anche - se non
addirittura principalmente - a creare quelle condizioni politiche, ambientali ed economiche perché la gioventù possa esprimere al meglio se stessa ed essere garantita in quel sacrosanto ed inalienabile diritto che è il lavoro!
Molte istituzioni politiche ed accademiche, ricorrendo all'ausilio delle scienze umane e della nuova tecnologia informatica, si adoperano al meglio perché ai nostri giovani sia data una formazione culturale all'avanguardia e in corrispondenza con le esigenze del tempo presente. Tuttavia, ciò è importante ma non è sufficiente. Ogni giorno ascoltiamo di tanti giovani laureati e ben preparati che non trovano lavoro e, pertanto, sono costretti ad emigrare fuori del loro territorio. Ma, altrettanto vera è la difficoltà che incontriamo nelle nostre città di trovare artigiani ed operai specializzati per i fabbisogni della vita ordinaria. Pertanto, mi permetto da questo pulpito che si apre ad una qualificata platea internazionale, di rivolgere un accorato appello alle istituzioni civili perché ai giovani sia proposta e garantita, attraverso mirate politiche sociali, una formazione culturale integrale, che garantisca loro una concreta ed efficiente immissione nel mondo del lavoro. Solo un lavoro degno, rispettoso ed appagante darà forza e sostegno ai nostri giovani, soddisferà le loro aspirazioni e li farà sentire cittadini a pieno titolo ed attivi protagonisti della "civitas".
Ma tutto quanto sinora detto deve necessariamente presupporre un "cambiamento” di noi adulti, un cambiamento innanzitutto interiore per "lasciare spazio" ai giovani, esorcizzando ogni forma di gelosia e di paura di perdere il timone del potere. Un detto africano dice che "i giovani hanno la forza delle gambe, i vecchi conoscono la strada". Pertanto, gli adulti indichino la giusta strada ai giovani e i giovani si fidino del consiglio degli adulti, perché la realizzazione dei giovani deve coincidere con la soddisfazione degli anziani! Soltanto in questa sinergia, di sapienza e di forza, la storia progredirà verso nuove ed appaganti mete, i cui i giovani sono i promotori e gli adulti godano della dovuta considerazione.
Eccellentissimi Capitani Reggenti, il mio augurio, pertanto, è quello che nel Vostro servizio cittadino abbiate sempre a cuore la speranza dei giovani, futuro e speranza di questa Repubblica, e la considerazione per la sapienza degli anziani!
Grazie per l'ascolto e rinnovati auguri di buon lavoro!