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Accordo Ue: a Monaco prevale prudenza, Andorra attende la formazione del nuovo governo

Il punto della situazione nei due Principati che insieme a San Marino stanno trattando con l'Unione Europea

di Luca Salvatori
8 mag 2019
Andorra e Monaco in vista dell'accordo Ue
Andorra e Monaco in vista dell'accordo Ue

Come noto la trattativa con Bruxelles per l'accordo di associazione si svolge insieme ai principati di Monaco ed Andorra. Abbiamo cercato di capire come viene vissuto il negoziato con l'Unione Europea anche in questi due piccoli paesi “partner” di San Marino.

Ad Andorra, dopo le elezioni politiche dello scorso 7 aprile, i Democratici, pur restando il primo partito, hanno perduto la maggioranza assoluta e quindi sono in corso le consultazioni per la formazione di un governo. “Si ipotizza – riferisce la giornalista Gemma Rial, di Andorra Difusiò - un esecutivo di minoranza con appoggio esterno o in coalizione con i Liberali e Terzera Via, partito di centro destra. Più remota, ma non ancora esclusa, la possibilità di una coalizione di governo a guida socialdemocratica”. La soluzione è attesa entro un paio di settimane. La cosa certa è che in campagna elettorale solo una delle sette formazioni in lizza, Andorra Sobirana, ovvero Andorra Sovrana, era contraria ad una maggiore integrazione con l'Europa e alle elezioni non ha ottenuto neppure un seggio. Proprio per via delle elezioni politiche, alle ultime due tornate negoziali a Bruxelles, Andorra ha partecipato con una delegazione esclusivamente tecnica. Tra le salvaguardie che tuttavia gli andorrani avevano già “strappato” all'Ue c'è quella sull'esportazione del tabacco – voce importante nel Pil – per 30 anni. Nel Principato di Monaco, intanto – come si apprende dal sito “Montecarloin” - solo pochi giorni fa il capo del governo Serge Telle, ha detto di non avere dubbi: sulla necessità che le imprese del Principato abbiano accesso al mercato unico; e sulla libertà per i monegaschi di lavorare in qualsiasi paese Europeo . "La sfida di oggi – ha aggiunto– è quella di negoziare un accordo che tenga conto delle specificità monegasche e delle famose “linee rosse” fissate dal Principe Alberto II, per preservare alcuni diritti riservati ai cittadini monegaschi. Sarebbe impensabile – ha sottolineato Telle – che i monegaschi, minoranza nel loro paese, non potessero essere protetti in un territorio di 2 kmq“. A marzo il gruppo politico “Primo!”, maggioranza al Consiglio Nazionale di Monaco, aveva diffuso un comunicato dopo l’incontro tra il Principe Alberto II e il Presidente della commissione Ue Jean-Claude Junker. “Oggi, senza un trattato di associazione, il nostro modello economico e sociale è un successo che nessun altro possiede. Non abbiamo quindi alcun obbligo, né alcuna pressione da subire, per ottenere un eventuale accordo” si affermava sulla nota ufficiale che proseguiva, chiarendo che “molti argomenti non sono stati ancora affrontati” e “sembra che su alcuni punti sussistano ancora differenze significative tra la difesa degli interessi monegaschi e le esigenze dell’Unione europea”.