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Berlusconi: "Alfano in pole come futuro premier"

9 nov 2011
Berlusconi: "Alfano in pole come futuro premier"
Berlusconi: "Alfano in pole come futuro premier"
Dopo le dichiarazioni di dimissioni di ieri Berlusconi, intervistato questa mattina dal Gr Radio Rai, ha dichiarato "Non c'é bisogno di porre la fiducia sulle misure anti-crisi". Il premier ha aggiunto che in quest'ottica "mi sono rivolto al presidente della Repubblica in modo che, insieme ai presidenti di Camera e Senato richieda l'accelerazione dei lavori" parlamentari per poter approvare le misure in tempi brevi. E sul futuro politico dell’Italia ha detto: la facoltà di decidere" spetta al presidente della Repubblica che "darà inizio alle consultazioni. Vedremo come sarà il finale". Pur riconfermando che per lui la strada del voto anticipato è segnata. Il premier ha poi affermato che con la decisione di ieri di fare un passo indietro "ho anteposto l'interesse del Paese a quello mio personale, del mio governo e della mia parte politica".
E il premier questa mattina è intervenuto anche a Mattino 5. "Dopo le mie dimissioni si aprirà la fase delle consultazioni e sono sicuro che non si andrà alla formazione di nessun altro governo diverso dal nostro e che si tornerà alle urne". Alla domanda su chi sarà il candidato premier del centrodestra, Berlusconi ha risposto: "Ci saranno le consultazioni tra il milione e duecentomila iscritti al Pdl, ma penso che in pole position ci sia il nostro bravissimo Angelino Alfano grazie al quale ci sarà finalmente un cambio generazionale". Quanto a me, ha concluso "farò quello che il mio partito mi chiederà di fare nell'interesse del Paese". "Purtroppo c'é stato un vergognoso mercato che i media vicini all'opposizione hanno presentato con la solita ipocrisia: chi tradisce il centrodestra è un benemerito mentre chi ha sostenuto in passato il governo è stato definito un mercenario. Stiamo assistendo al peggio del ritorno alla vecchia politica". Silvio Berlusconi punta così il dito contro l'opposizione e contro i "sette traditori" che hanno voltato le spalle alla maggioranza anteponendo il proprio interesse - è stato il suo ragionamento - a quello del Paese. "Sono un ottimista per natura e speravo che il senso di responsabilità e lealtà verso gli elettori sarebbero prevalsi, invece dopo Fini e i suoi parlamentari, altri sette deputati sono passati all'opposizione tradendo il mandato elettorale e posso dire tradendo anche l'Italia".