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E' sempre scontro sulla giustizia

21 feb 2020

Per Noi per la Repubblica la norma rappresenta una “importante prima tappa verso il ripristino del corretto equilibrio” nella Giustizia”, dopo gli “errori” che hanno portato a “spaccare il tribunale”. L'approvazione della legge qualificata sulla composizione dell'organo di governo della magistratura continua a generare tensioni tra maggioranza e opposizione. Tra le forze di Governo, Npr, in una nota, fornisce una ricostruzione della situazione del settore giudiziario, parlando di un tribunale “lasciato alle vendette e alle lotte intestine” e di interventi “contro la legge” del Governo in passato. L'intervento attuale, scrive, “intende ristabilire un equilibrio fra componente togata e non togata nella composizione del Consiglio giudiziario plenario”. Spiega che con esso è stato tolto il diritto di voto al dirigente del tribunale per darlo a un giudice. La forza politica parla di un percorso a “salvaguardia dell'indipendenza” del tribunale. Ma dall'opposizione Libera critica le ultime mosse compiute e sostiene che sia in atto, invece, una “pesante ingerenza della politica sull'autonomia della magistratura”. “Dopo la dolorosa questione della nomina d'imperio di tutti i componenti del Collegio dei Garanti”, prosegue Libera, il Governo “infligge un duro colpo” all'organo di governo della giustizia. La norma, prevede la forza di minoranza, porterà a una maggiore presenza di commissari della legge indebolendo, invece, quella dei magistrati di grado superiore. Libera parla di un escamotage “per regolare le presenze sul piano della scelta politica e non della competenza e del ruolo” e si dice preoccupata per un intervento che porta ad “addomesticare la gestione della giustizia”.