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Per l'esito del voto AP si sbilancia in una previsione ottimistica

8 nov 2012
Per l'esito del voto AP si sbilancia in una previsione ottimistica
Per l'esito del voto AP si sbilancia in una previsione ottimistica - “Non solo non si andrà al ballottaggio, ma probabilmente non servirà neppure il premio di maggioranz...
“Non solo non si andrà al ballottaggio, ma probabilmente non servirà neppure il premio di maggioranza”. E' ottimista Alleanza Popolare, che a due giorni dal voto rimarca la qualità delle sue candidature e traccia il bilancio dei 4 anni di governo. “Abbiamo raggiunto risultati importanti – afferma il coordinatore, Stefano Palmieri - e una grossa mole di lavoro ci aspetta per continuare ad ammodernare il Paese. Qualunque governo si insedierà non partirà da zero”. Nella coalizione Bene Comune auspicano di essere l'ago della bilancia, convinti di garantire maggiore coesione e capacità di azione politica. I vertici di AP ne approfittano per togliersi qualche sassolino, replicando a chi vuole dipingere come un fallimento l'azione del governo uscente. Polemizzano con Sinistra Unita e Civico 10 sul contributo elettorale. “Sarebbe stato più credibile – afferma Roberto Giorgetti – parlarne prima della campagna elettorale e non ora”. “Siamo disponibili a discutere di una riduzione – gli fa eco Mario Venturini – ma fuori dal clima elettorale”. Replicano anche all'ex segretario Morri sui buchi contabili: “Di queste cose – afferma Antonella Mularoni – sarebbe meglio non parlasse”. Poi snocciola i dati: uno sforamento di 80 mila euro per la biennale di Venezia, rispetto ai 120 mila stanziati; una spesa di 20 mila euro superiore a quella prestabilita per l'alba sul Monte e un impegno di 15 mila euro per il concerto di Lino Patruno mai deliberato dal Congresso di Stato. “Iniziative del 2011 – spiega il Segretario Mularoni – di cui siamo venuti a conoscenza solo dopo che ha lasciato l'incarico”. Annunciano di aver consegnato i documenti alla Commissione per la Finanza Pubblica, svelano l'avvio di una verifica contabile e non escludono il ricorso al tribunale con la possibilità di esercitare il diritto di rivalsa qualora i creditori facciano causa al Governo.

Sergio Barducci