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Il saluto dei Capitani Reggenti all'Aula consiliare

17 apr 2019
Il discorso della reggenza
Il discorso della reggenza

Signore e Signori Consiglieri, Signora e Signori Segretari di Stato,

in questa prima seduta consiliare da noi presieduta, desideriamo rivolgere a Voi tutti un breve indirizzo di saluto.

Un saluto - il nostro - che intende rappresentare l’occasione per formulare l’augurio di un buon lavoro e il più sincero auspicio affinché il dibattito in questa Aula possa svolgersi nel rispetto dei principi e delle regole di un confronto civile e democratico.

Un confronto, pertanto che, nella diversità dei ruoli, delle posizioni e delle sensibilità, possa confermare il rispetto reciproco che i Consiglieri devono sempre condividere per onorare degnamente l’alto mandato cui sono stati chiamati unitamente all’impegno costante a cercare momenti di intesa e di collaborazione nell’interesse generale della Repubblica.

In questo particolare momento, avvertiamo appieno il dovere di richiamare tutti coloro che hanno responsabilità pubbliche a superare dispute personali e atteggiamenti che possono svilire e delegittimare le nostre Istituzioni, e ad adoperarsi con un dialogo leale e costruttivo al fine di trovare le soluzioni migliori ai problemi del Paese.

Facendoci interpreti di questa esigenza, della necessità di rafforzare quel rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni che è indispensabile per affrontare le più impegnative ed urgenti sfide del momento, ci adopereremo per favorire un clima di rispetto, di dialogo e di collaborazione tra tutte le forze politiche.

Nel nostro ruolo di Presidenti super partes di questa Assemblea, assicuriamo il nostro massimo impegno per l’ordinato e proficuo svolgimento dell’attività parlamentare, non esitando ad intervenire, qualora sia necessario e con gli strumenti che il Regolamento pone a nostra disposizione, a tutela dell’autorevolezza di quelle Istituzioni in cui i nostri cittadini devono potersi riconoscere e riporre la più ampia fiducia.

Confidiamo che in tutti soggetti politici e istituzionali prevalga la preoccupazione per il bene comune, la consapevolezza di dover concorrere a rispondere alle esigenze di un Paese che, oggi più che mai, ha bisogno di ricreare condizioni di fiducia e di speranza nel futuro.

La lunga, perdurante crisi di questi anni ha infatti inciso pesantemente anche sul tessuto sociale, sulla coesione tra le diverse componenti e sul senso stesso di fiducia di una collettività che ha sempre saputo superare con spirito solidale i momenti più critici della sua storia. Occorre pertanto un impegno serio e corale per ricucire quanto, appunto, sembra essersi indebolito se non spezzato, per rafforzare quel “comune sentire” in grado di concretizzarsi in unità di intenti e in scelte largamente condivise. Ad accompagnarci deve essere una profonda consapevolezza dell’impegnativo compito che ci è affidato e il più forte senso di responsabilità per le sfide che ci troviamo ad affrontare.

Ma a questa consapevolezza deve unirsi una profonda fiducia nella nostra capacità di rialzarci, l’impegno per riuscire a rendere un punto di forza anche le difficoltà e fragilità, così come ci insegna il Kintsugi, l’antica tecnica giapponese che non solo ricompone ma aggiunge valore all’oggetto spezzato, impreziosendone con filamenti d’oro le linee di frattura. Così la crisi può trasformarsi in opportunità, la rottura di un vecchio sistema ed equilibrio in un’occasione per ricostruire su basi più solide il futuro della nostra Repubblica.

Riteniamo che tutti dobbiamo sentirci impegnati a fare ogni sforzo per superare divergenze e interessi di parte, a lavorare con onestà e responsabilità al servizio di una comunità resa più forte dalle difficoltà che ha attraversato ma anche dalla partecipazione e attenzione dei suoi cittadini nei confronti del bene pubblico, dalla loro volontà di contribuire fattivamente alla ripresa del Paese e a valorizzarne risorse e potenzialità.

Dobbiamo questo impegno ai nostri giovani, affinché non disperdano il loro talento e la volontà di impegnarsi in progetti di studio, di lavoro e di vita. Non possiamo permetterci di sprecare le loro capacità e conoscenze, non possiamo deludere le loro aspettative o non prestare ascolto e sostegno alle loro idee e ai loro progetti, senza grave pregiudizio per il futuro loro e di quello del nostro stesso Paese.

Dobbiamo un impegno responsabile alle fasce più deboli e fragili della nostra popolazione, alle persone e alle famiglie che hanno subito le più pesanti conseguenze della crisi economica e finanziaria di questi anni e che più stentano a guardare con fiducia al futuro.

Lo dobbiamo a tutti coloro che portano avanti realtà della più grande importanza per la crescita economica e occupazionale, ai tanti Sammarinesi che lavorano con grande serietà ed eccellono nei rispettivi ambiti di attività e oggi ci chiedono aiuto e sostegno affinché vengano rimossi ostacoli e difficoltà che incontrano nel loro operare.

Desideriamo ringraziare i nostri predecessori Mirco Tomassoni e Luca Santolini per averci agevolato nel compito di assumere al meglio questo importantissimo mandato.

Confidiamo altresì nel prezioso contributo e nel competente sostegno dell’Ufficio di Segreteria e dell’Ufficio Segreteria Istituzionale, per il miglior svolgimento dei lavori consiliari.

Anche a Voi, Onorevoli Consiglieri e Onorevoli membri del Congresso di Stato, chiediamo sostegno e collaborazione. Certi di trovare in Voi tutti la massima disponibilità e collaborazione, con l’augurio che le legittime aspettative del nostro Popolo possano sempre essere a fondamento dell’impegno e di ogni decisione adottata in questa Aula, formuliamo l’augurio di un buon lavoro.


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