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23 marzo 1990 arrivava nelle sale Pretty Woman

Sono passati 30 anni ed è ancora la commedia d’amore che ha fatto sognare intere generazioni.

di Mirco Zani
24 mar 2020
23 marzo 1990 arrivava nelle sale Pretty Woman

Il 23 Marzo del 1990 arriva nelle sale cinematografiche un film destinato a  fare sognare intere generazioni con la sua storia d'amore improbabile e incredibilmente verosimile. nato dalla mente di Garry Marshall. Pretty Woman che narra la nascita della storia d'amore tra Vivian e Edward due persone che sono agli antipodi sotto molti aspetti. Lei una giovane prostituta alle prese con i tanti problemi per tirare avanti e lui un ricco uomo d’affari. Sullo schermo i due hanno le fattezze di una giovane attrice di nome Julia Roberts, diventata una delle attrici più amate di Holliwood e del già affermato sex symbol Richard Gere.

30 anni fa la pellicola non rientrava certo  nei parametri femministi  per i quali la donna non doveva essere ancora descritta come la fragile creatura da salvare.

Resta il sogno proibito di un amore che sconvolge la vita, cambiandola per sempre. Ci sono comunque scene del film che sono entrate nell'immaginario collettivo come l'imbarazzante shopping in Rodeo Drive,famosa via di Beverly Hills che fa parte del cosiddetto Golden Triangle California in cui Vivian coperta  poco dal suo "minidress" entra in una delle boutique più eleganti e prende confidenza con gli eleganti e chic abiti da cocktail.

Bene, dietro a questa perla c'era la mano e l'intuito di Marilyn Vance, la costumista. E li assistiamo alla vera e propria trasformazione di Vivian da "piccolo anatroccolo", (brutto non me la sento),  a donna straordinaria che fa di tutto per adattarsi allo stile di vita di alta classe di Edward” partendo dal guardaroba.

Per la cronaca “ogni abito, incluso l’abito rosso, è stato realizzato su misura per il suo personaggio, realizzando tutto in stile couture”.

All'inizio il film avrebbe dovuto intitolarsi 3000, ovvero  esattamente la cifra in dollari pattuita tra Vivian e il suo succulento cliente per una settimana di convivenza, questo almeno quello che aveva pensato  J.F. Lawton che il film lo aveva scritto. Sempre Lawton aveva previsto un finale diverso con con l’amica di Vivian che diceva quanto era contenta di poter passare un weekend spendendo quei tremila dollari, e con la protagonista che invece fissava il vuoto davanti a lei ispirandosi a un altro film "Wall Street" uscito tre anni prima nel 1987.