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Al Bano e Romina cancellano il concerto a Rimini. Il Beat Village si impegna a rimborsare i biglietti

27 lug 2018
Al Bano e Romina Power
Al Bano e Romina Power
Una lunga attesa non ripagata quella dei fan di Al Bano e Romina Power al Beat Village di Rimini, che dopo una lunga fila non hanno potuto assistere al concerto per cui avevano acquistato il biglietto ieri sera.

Il motivo? Da quanto riportato dai due cantanti in conferenza stampa nessuno sarebbe stato pagato per il concerto, nè gli artisti, nè le maestranze che non avrebbero prestato servizio gratis per il concerto.
"L'avremmo fatto gratis per il pubblico che aveva acquistato i biglietti - ha detto Al Bano in conferenza stampa - ma quando abbiamo scoperto che anche gli addetti al palco e agli impianti non erano stati pagati abbiamo annullato tutto. Sono infuriato, ma i nostri fan devono sapere che non è colpa nostra, siamo caduti in una trappola"

Il Comune di Rimini però si impegna a riproporre l'evento ad inizio agosto, come annunciato anche nel comunicato facebook nella pagina di Al Bano che sembra aver calmato, almeno in parte, i fan


Da parte sua il Beat Village in un comunicato che esprime amarezza ha annunciato il rimborso dei biglietti


Non si tratta del primo abbandono per l'evento riminese. In precedenza già Massimo Ranieri, Renzo Arbore, Vinicio Capossela, i Procol Harum, Tony Hadley e Ray Wilson avevano annullato la loro partecipazione all'evento.

In una nota stampa di questa mattina il Comune di Rimini annuncia di aver revocato il patrocinio all'evento e che si riserva di procedere nelle sedi opportune nei confronti degli organizzatori della manifestazione, per il danno d'immagine procurato alla città, che vive di turismo. La Dock Production Ltd., società organizzatrice dell'evento ha anche debiti con il Comune, per l'affitto degli spazi e l'impiego dei vigili urbani, con i fornitori e con la Siae.

Di tutta risposta la Dock interviene annunciando l'annullamento di tutti i concerti dell'evento e il ricorso ad azioni legali. Nel comunicato la società si scaglia contro l'"indifferenza delle istituzioni locali", ingiustificati attacchi a mezzo stampa e problemi economici dovuti al mancato versamento di una quota sociale del 50% da parte del socio Paolo Righetti.