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Fantini: l’inchiesta condotta dai pm di Forlì iniziò nel 2008

23 mar 2011
I pm Di Vizio e Forte iniziarono ad interessarsi ai rapporti finanziari tra Italia e San Marino, chiamando in causa istituti bancari dei due Paesi. Nel giugno 2008 la Finanza sequestrò 2 milioni e 600mila euro trasportati da un portavalori diretto alla Cassa di risparmio. Era l’inizio dell’operazione Varano e la continuazione di Re Nero, che aveva chiamato in causa Asset Banca. Il 4 maggio 2009 finirono in manette l’amministratore delegato della Carisp Mario Fantini (subito ai domiciliari), il presidente Gilberto Ghiotti, il direttore Luca Simoni, il direttore della finanziaria Carifin Gianluca Ghini, il vice presidente del gruppo Delta Paola Stanzani. Proprio l’attività del gruppo Delta era al centro dell’inchiesta, anche se l’accusa più grave era riciclaggio: gli inquirenti sospettavano che a tirare le fila della società bolognese fosse proprio la Carisp, con una posizione predominante non consentita. Il primo interrogatorio coi pm Fantini lo ebbe nel giugno 2009, per 4 ore. Nel novembre 2009, da uomo libero, rilasciò la prima importante intervista a San Marino Rtv. E non risparmiò accuse. Intanto l’indagine di Forlì si arenava dopo l’invio della rogatoria a San Marino, contro la quale si presentava ricorso. E scoppiava il bubbone Delta: Banca d’Italia aveva imposto alla Carisp di disfarsene, e i sindacati iniziano mesi di protesta per chiedere a Banca d’Italia, Banca centrale e Cassa di risparmio, di non abbandonare i dipendenti. Fantini, nel frattempo, lancia un’altra bomba: parla di ingerenze politiche sull’affare Sopaf-Delta, citando un incontro avvenuto a palazzo Begni, determinante per l’acquisizione delle quote Delta detenute da Sopaf, socia di Carisp all’interno del gruppo bolognese. Su questo Fantini ha avuto altri colloqui col pm Di Vizio ed è stato ascoltato anche a San Marino, dove è stato aperto un fascicolo. Il caso è diventato anche politico.

Francesca Biliotti