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Liberato un giovane capriolo dalle guardie ecologiche

2 mag 2007
Il capriolo salvato
Il capriolo salvato
È stato fortunato il giovane capriolo che ieri pomeriggio è caduto in uno scolo dell’acqua nella zona della Baldasserona. Mentre cercava invano di risalire, è stato notato da un abitante del luogo che ha avvertito le guardie forestali. Una volta addormentato è stato tirato su grazie ad una imbracatura e ha riacquistato la sua libertà. Non sempre, però, le avventure di questi animali hanno un lieto fine.
Dal 95 ad oggi sono stati 267 gli incidenti con vittime i caprioli. 16 dall’inizio del 2007. L’incidenza è di circa 37 all’anno. Molti - circa la metà- muoiono sul colpo o vengono ritrovati dopo alcuni giorni con gravi ferite che, spesso, non danno loro scampo. Altri, dopo l’impatto con l’auto, riescono a fuggire non lasciando traccia.
Il periodo più critico va dalla fine di marzo fino a metà giugno ed è legato ad un comportamento ciclico degli ungulati. I maschi diventano territoriali e cacciano gli altri animali che si aggirano nella loro zona. La maggior parte degli incidenti avviene all’alba e al tramonto, quando si muovono per cercare il cibo. Una sessantina le strade a rischio.
Le zone più colpite, secondo i dati degli ultimi dieci anni, sono: strada San Gianno con 34 incidenti; via Campo dei giudei con 22; la sottomontana con19.
Per prevenire questo tipo di incidenti è stata potenziata la segnaletica verticale mentre nel 2000, in via sperimentale, sono stati installati su due strade dei catadiottrici. In quelle zone si è verificato un calo dei sinistri fra il 90% e 100%.
Agli automobilisti si consiglia sempre la massima prudenza. Se doveste scorgere un capriolo sulla strada non cercate di evitarlo perché è un animale imprevedibile e potrebbe reagire in modo inatteso. Frenate quindi sempre e suonate il clacson per allontanarlo. È sconsigliato invece usare i fari alti in quanto l’animale, davanti al fascio di luce, si blocca.