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“Operazione Titano”: milioni di euro sottratti al fisco italiano e transitati a San Marino

26 giu 2009
“Siamo totalmente estranei alle accuse della Guardia di Finanza di Verona” Replica così la Gefin Sa, la finanziaria sammarinese accusata dalle Fiamme Gialle di Verona di essere al centro di un movimento ingente di capitali. La Guardia di Finanza contesta alla Gefin l’apertura di uno sportello bancario occulto a Milano, nella centralissima via Foro Bonaparte. In un appartamento privato avrebbe operato un’organizzazione guidata dall’ex vice direttore dell’area finanza della vecchia Banca del Garda, confluita poi in Veneto Banca. Qui il denaro, raccolto prevalentemente nel nord Italia, veniva accreditato su conti correnti cifrati che per le Fiamme Gialle appartenevano alla Gefin, che successivamente lo avrebbe impiegato in fondi di investimento ad altissimo rendimento. Fondi gestiti da società – affermano le Fiamme Gialle – con sede alle Isole Vergini. Ma la girandola non finiva qui. Sempre secondo la Guardia di Finanza questi capitali rientravano poi in Italia per acquisire società immobiliari. Le indagini hanno ricostruito il flusso di denaro che faceva capo a 58 persone. 32 milioni di euro la cifra complessiva dell’evasione. Ma nel corso degli accertamenti i militari hanno verificato anche il mancato rispetto delle norme antiriciclaggio da parte della filiale di Forlì di un istituto di credito nazionale. Per questo 8 direttori di filiale sono stati segnalati all’autorità giudiziaria, insieme a 21 componenti del collegio sindacale. Il Presidente della Gefin, Tiziano Tazzi, si dice stupito e sconcertato per le notizie diffuse “che - dichiara – non rispondo a verità e ledono gravemente il buon nome della nostra società”. In una nota ufficiale la Gefin si dichiara completamente estranea e annuncia azioni legali. Mai avvalsi di uno sportello bancario occulto, mai svolto attività finanziaria abusiva e mai stati partecipi di attività illecite di altri. La finanziaria sammarinese evidenzia di aver sempre operato correttamente e sotto stretta vigilanza di Banca Centrale. Se illecità ci sono state – aggiunge Tazzi - non riguardano in alcun modo la nostra attività ma al contrario ci vedono come parte lesa.