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Contratto industria CSU-ANIS: verifiche degli aumenti rispetto all’inflazione portano alla crescita delle retribuzioni

30 gen 2017
Contratto industria CSU-ANIS: verifiche degli aumenti rispetto all’inflazione
portano alla crescita delle retribuzioni
Negli ultimi 4 anni le buste paga dei lavoratori del settore industria sono aumentate del 4% contro un’inflazione del 1,5%. È importante ricordare che il contratto tra CSU e ANIS firmato nel 2015 stabilisce il diritto alla flessibilità d’orario per le imprese, entro determinati limiti, in cambio di protezione degli stipendi dall’erosione dell’incremento del costo della vita.

La verifica prevista rispetto al quadriennio precedente indicava la rideterminazione degli aumenti, al rialzo o al ribasso a seconda dell’andamento dell’inflazione, qualora le previsione per il biennio 2015-2016 (il MEF la indicava al 2%) si rivelasse errata in misura superiore al 1%. Gli aumenti del biennio 2017-2018, pari al 1,2% e 1,8%, rispetto ad un carovita pari a 0, andavano quindi ritoccati almeno della differenza, ovvero l’1%.

Dal confronto con l’ANIS, e nel conseguente accordo sottoscritto nella mattinata di oggi, è scaturita la volontà di lasciare inalterato il 2017 e di confermare i restanti aumenti dilazionandoli fino al 2021, secondo la seguente scaletta: il 2018 rimarrà fermo e per i successivi periodi viene concordato: 0,8% per il 2019; 0,5% per il 2020; 0,5% per il 2021. Ciò dovrebbe consentire il riallineamento degli stipendi rispetto all’inflazione entro tale data.

Lo slittamento al 2019 dell’aumento che sarebbe dovuta scattare nel 2018 è dovuto al fatto che l’accordo raggiunto tra CSU ed ANIS non si è limitato a trattare solo di retribuzioni, ma ha previsto interventi importantissimi da parte del Fondo Servizi Sociali a favore dei lavoratori incappati nel fallimento della propria azienda e rimasti a credito di diversi stipendi (questo aspetto verrà trattato più diffusamente in un successivo comunicato).

Tale accordo non ha efficacia erga omnes, così come previsto dalla nuova legge sulla rappresentatività, ma solo per le aziende che applicano il contratto CSU - ANIS ed i lavoratori in esse occupati. Le parti si sono impegnate però a far sì che le trattative, previste da detta legge a partire da luglio 2018 ed a cui parteciperanno tutte le sigle sindacali e datoriali aventi i requisiti, conducano all’acquisizione dell’efficacia erga omnes dell’accordo raggiunto, attraverso le procedure indicate dalla legge stessa.

In tale circostanza tutti i lavoratori del settore avranno quindi la possibilità di discutere sulle diverse visioni di modello contrattuale presenti all’interno del movimento sindacale e decidere in merito.

FLI-CSU