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Radio Radicale: Carlo Romeo a “Stampa e Regime”

Direttore Alessio Falconio: "Nostro archivio unico in Europa"

di Filippo Mariotti
25 ago 2019
Radio Radicale: Carlo Romeo a “Stampa e Regime”

“Radio Radicale vuole essere la voce di tutti”. È da questo assunto che, dal 19 aprile scorso, è iniziata una “staffetta” di grandi firme del giornalismo per la rassegna “Stampa e Regime”, rubrica curata fino a 10 giorni prima da Massimo Bordin. “Ci è sembrato l'unico modo per onorare al meglio l'incolmabile vuoto lasciato”, ci ha riferito il direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio. Ad inaugurarla Francesco Merlo, editorialista di Repubblica, seguito da Paolo Mieli. Ma sono già tanti i colleghi che si sono seduti sulla storica poltrona di Bordin: da Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, ad Alessandro Barbano, da Michela Murgia a Mario Sechi, da Gianni Riotta al direttore dell'Ansa Luigi Contu. “Tutti colleghi – spiega Falconio – che negli anni hanno in qualche modo incrociato la personalità di Bordin”. E la prossima settimana, dal 26 al 30 agosto, sarà la volta del direttore di San Marino Rtv Carlo Romeo. “Il grande ritorno – commenta Falconio – di una delle personalità più importanti di Radio Radicale sin dai suoi esordi”. Una rassegna stampa, dunque, che, nonostante la dipartita dello storico conduttore, si è arricchita perché, ha sottolineato il direttore Falconio, “ognuno ha dato una sua visione dei fatti”. Una formula risultata vincente e che quindi continuerà anche in futuro.

L'intervista col direttore Falconio è stata anche l'occasione per fare il punto sulla questione finanziamenti. In giugno nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera è passato un emendamento del Pd per “salvare” l’emittente radiofonica con un finanziamento una tantum di 3 milioni per il 2019. La misura punta a favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi. Archivi ritenuti di massima importanza da Falconio, visto che, dal 1976, raccolgono già oltre 14mila sedute del Parlamento - 20 anni di Senato e più di 10 della Camera (registrazioni che nemmeno le Aule hanno visto che quelle “istituzionali” sono iniziate negli anni Novanta) -, oltre 100mila interviste e 24mila udienze processuali. “Un enorme catalogo disponibile da tutti al 100% - afferma Falconio -, e credo non ci siano molti termini di paragone di Europa”.