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San Marino spopola in Giappone: vini sempre più richiesti, edizioni limitate e una linea di borse biancazzurre

Cresce la domanda di vini sammarinesi – il 60% delle esportazioni è proprio verso il Paese asiatico – e per la popolazione il Titano rappresenta sempre più una terra speciale

di Mauro Torresi
23 nov 2019

Per i giapponesi bere vino di San Marino significa fare un viaggio sensoriale legato a valori millenari. Ecco perché continuano ad aumentare gli acquisti in Giappone: rappresentano circa il 60% delle esportazioni. L'imprenditrice Yuko Furugen nel suo Paese ha lanciato un brand con un'immagine studiata da un apposito team. Etichette curate e tirature limitate – come quella di Lupin – sono i tratti distintivi del vino che ha l'origine di San Marino sempre in vista.

Sei i negozi giapponesi dedicati al vino che si aggiungono ad eventi di presentazione, degustazioni, fino alla presenza dei prodotti nell'angolo relax di un centro fitness. Il Giappone vale circa il 5% del fatturato annuo del comparto, spiega il Consorzio Vini, con trend in aumento. Ad avviare il contatto con il Giappone è stato l'ambasciatore nel Paese asiatico, Manlio Cadelo.

Per Yuko Furugen l'amore per San Marino è nato 10 anni fa. E neanche Toshihiko Takamizawa, una rockstar in terra nipponica, ha resistito al vino sammarinese, lanciando una sua serie di bottiglie. Nel servizio le immagini della sua vigna a Serravalle, con insegna personalizzata. Ma le attività non si fermano qui, perché dopo essere stato insignito, così come Furugen, dell'onorificenza dell'Ordine equestre di Sant'Agata Takamizawa ha messo sul mercato una linea di borse con i colori della bandiera biancazzurra che, in breve tempo, ha fatto impazzire i fan andando a ruba. Al vino e al fashion non poteva che aggiungersi la gastronomia: lo scorso anno l'apertura a Tokyo del primo ristorante di cucina sammarinese. Un Paese che diventa status symbol, insomma, alla 'conquista' del Giappone.

Nel servizio, l'intervista all'imprenditrice Yuko Furugen