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Commissione Antimafia. Pubblici dipendenti sono accusati di corruzione

19 set 2012
Commissione Antimafia. Pubblici dipendenti sono accusati di corruzione
Commissione Antimafia. Pubblici dipendenti sono accusati di corruzione
Ditta piccola? 500 euro. Più grande, fino a 1.200. Un vero e proprio tariffario, riportato nero su bianco nella relazione della commissione antimafia, quello utilizzato da pubblici funzionari che avrebbero preso mazzette per eludere i controlli nei cantieri edili. Alcuni imprenditori che volevano essere certi di non avere problemi sui luoghi di lavoro o, nel migliore dei casi, di ricevere visite di cortesia o pilotate, semplicemente pagavano pubblici funzionari compiacenti. Per la commissione, si tratta di una pratica corruttiva ampiamente conosciuta e non denunciata, non solo messa in atto dai cantieri di Fincapital, ma anche da altri. Per quanto riguarda la finanziaria, spicca la figura dell’avvocato Maurizio Proietti, che avrebbe partecipato a questo sistema di pagamenti coinvolgendo dipendenti pubblici. Testi considerati attendibili hanno riferito quanto si pagava per evitare i controlli: bustarelle mensili da 500-800 euro e poi, a seconda della dimensione della ditta, si arrivava anche oltre i mille euro. Secondo un teste le ricevevano due persone, i cui nomi sono stati omessi nella relazione, dipendenti preposti ai controlli per la sicurezza nei cantieri. La prima, indignata reazione è arrivata dal sindacato: la CSdL chiede a magistratura e Pa di fare piena luce sulle accuse: “L’edilizia è il settore più delicato e pericoloso in termini di sicurezza sul lavoro – scrive – se la ricostruzione fosse confermata, sarebbe gravissima”. La stessa commissione ritiene che non sia più rimandabile l’adozione e l’applicazione di regole specifiche contro la corruzione.

Francesca Biliotti