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Massimo Bonini e il Presidente del Milan Silvio Berlusconi, a Radio Onda Libera condotta dal collaboratore di Cpiace Massimo Boccucci

22 feb 2016
Massimo Bonini
Massimo Bonini
“La Juve è pronta per il Bayern che andrà aggredito, andando a prendere la palla sulla loro trequarti, senza sbagliare nulla e con la migliore organizzazione di gioco. Possono farcela i bianconeri, io dico 50% di possibilità anche se i tedeschi sono fortissimi perché sanno scegliere i top player e la mentalità di Guardiola è una garanzia. Il pari a Bologna è buono, non può vincerle tutte le Juve. Il Napoli gioca un bel calcio e anche a Torino nello scontro diretto ha fatto il suo. Sarri è bravo, ha dato un gioco alla squadra e fa rendere al meglio i giocatori. Per il Milan stasera sarà dura: i rossoneri sono una bomba a orologeria, vanno a sprazzi e possono fare male in contropiede. Per il terzo posto vedo Fiorentina e Roma, meno l'Inter che vince ma non convince mai. Sul caso Totti hanno sbagliato società, allenatore e giocatore, però Spalletti poteva gestire meglio la situazione. Il giocatore più forte della Serie A per me è Dybala. Il calcio italiano deve cambiare, ci sono troppi stranieri e Conte va in difficoltà nelle scelte per l'Europeo”: l'ha detto l'ex centrocampista juventino
La Juve è pronta per affrontare il Bayern o rimangono grandi distanze tra le due squadre?
“Ci sono alcune squadre superiori, come Barcellona, Real Madrid e Bayern, ma la Juve se la può giocare come ha fatto l'anno scorso anche in finale. Per me ha il 50% di possibilità. In questo tipo di sfide serve intelligenza e non prendere gol a Torino”.
Cosa caratterizza soprattutto il Bayern?
“Ha una società importante che investe scegliendo bene i top player nei ruoli dove servono. Ha un grande allenatore con personalità, mentalità e qualità del lavoro. Sono straordinari nel possesso palla”.
Come può la Juve mettere in difficoltà i tedeschi?
“Deve aggredirli, andare a prendere la palla sulla loro trequarti. Non deve sbagliare nulla ed essere bene organizzata. Penso che possa riuscirci”.
La Juve rimpiangerà i punti lasciati a Bologna o come si è commentato non si possono vincere tutte?
“Ci sta che dopo una lunga striscia di vittorie inconsciamente si tira un minimo il fiato. Ma ha incontrato anche un Bologna che attraversa un ottimo momento. Il pari è buono”.
Stasera come vede Napoli-Milan?
“Il Napoli è una gran bella squadra, Sarri è bravo perché a dargli un gioco e a far rendere al meglio i giocatori. A Torino ha fatto il suo nello scontro diretto. Per il Milan sarà dura. I rossoneri sono una bomba a orologeria, vanno a sprazzi e possono fare male in contropiede”.
Chi sta meglio per il terzo posto tra Fiorentina, Roma e Inter?
“L'Inter vince ma non convince mai. La Fiorentina fa un ottimo calcio e la Roma si è ritrovata con Spalletti. Per il terzo posto credo che sia una questione tra viola e giallorossi”.
Il caso Totti sta spaccando l'opinione pubblica: chi ha sbagliato secondo lei?
“La società, l'allenatore e anche lui. Spalletti avrebbe potuto gestire meglio la situazione. Quando c'è di mezzo uno come Totti non è semplice la gestione. Alla fine hanno sbagliato tutti in questa storia”.
Questa Juve assomiglia un po' a quella dei suoi tempi o manco un po'?
“In qualche cosa direi di sì. E' molto cinica, quando è ora di vincere sa farlo. La mentalità è quella della società che prescinde dagli allenatori e giocatori che vanno e vengono”.
Chi è in questo momento il giocatore più forte della Serie A?
“ Dybala. Mi piaceva parecchio già a Palermo. Ha un grande talento e non ha sofferto il passaggio alla Juve con il carico di responsabilità che ne consegue”.
E' stato celebrato il gol di Berardi in Sassuolo-Empoli: buoni segnali per i nostri attaccanti anche in vista dell'Europeo?
“Gli attaccanti forti ci sono ma il problema del calcio italiano è sempre il solito: ci sono troppi stranieri e così Conte va in difficoltà nelle scelte. Per l'attacco le soluzioni ci sono, per la Nazionale vedo più problemi in difesa e a centrocampo”.

Successivamente l'intervento del Presidente del Milan Silvio Berlusconi

“Per il Milan stasera sarà una partita difficilissima. Ho pranzato sabato a Milanello con la squadra e l'ho trovata particolarmente motivata. Il Napoli ne ha pure tantissime di motivazioni, viene da due sconfitte in trasferta dove ha giocato bene e non è stato fortunato. A Torino non ha demeritato e al San Paolo avrà la spinta dei suoi tifosi straordinari. Lo scudetto? Dico la Juve perché è equilibrata, con una grande difesa e la continuità dei risultati. Possiamo andare in Champions vincendo sempre da qui alla fine: io ci credo per l'organico che abbiamo. Abbiamo i ritorni importanti nella nostra rosa di Menez, che è stato il miglior giocatore dell'anno scorso, Balotelli sperando che metta finalmente giudizio, e Boateng. Questi trent'anni di Milan sono una parte importante della mia vita e della mia storia. La partita del cuore è quella di Barcellona con la prima Coppa dei Campioni vinta sul campo dai giocatori e sugli spalti coi tifosi rossoneri che hanno riempito il Camp Nou”: l'ha detto Silvio Berlusconi, ospite questa mattina con l'ex centrocampista juventino Massimo Bonini, della trasmissione “Pezzi da 90” condotta da Massimo Boccucci sull’emittente umbra Radio Onda Libera.
Che sensazioni ha per la partita di Napoli?
“Sarà per il Milan una partita difficilissima. Sono stato sabato a Milanello a pranzo con la squadra e l'ho trovata particolarmente motivata. Il Napoli di motivazioni ne ha tantissime, viene da due sconfitte consecutive in trasferta dove ha giocato bene e non è stato fortunato. Giocherà davanti ai suoi straordinari che al San Paolo lo spingeranno”.
Il Milan di oggi può approdare in Champions?
“Soltanto se vince da qui alla fine. Credo che sia possibile per l'organico. Abbiamo i ritorni importanti nella nostra rosa di Menez, che è stato il miglior giocatore dell'anno scorso, Balotelli sperando che metta finalmente giudizio, e Boateng”.
Chi vince questo scudetto?
“La Juve. Ha molto equilibrio, una grande difesa e la continuità dei risultati”.
Presidente, di questi 30 anni di Milan cosa pesa di più nei suoi ricordi fra i trionfi, gli allenatori e i campioni che ha avuto?
“C'è tutto. Sono una parte importante della mia vita e della mia storia. Non sempre sono riuscito a essere presente ma non dimentico quando dissi che saremmo arrivati primi in Italia, poi in Europa e nel mondo. Così è accaduto”.
C'è una sua partita del cuore su tutte le altre?
“La notte di Barcellona con la prima Coppa dei Campioni vinta sul campo dai giocatori e allo stadio dai tifosi rossoneri. La festa alla fine ce l'ho ancora negli occhi”.
Cosa pensa di aver portato soprattutto nel calcio?
“Ho portato un po' di modernità e una rivoluzione della mentalità difensiva che possedevano le squadre italiane, che soprattutto in trasferta si affidavano solo al contropiede. Al Milan si è data la missione di scendere in campo per essere padrone del gioco e vincere convincendo”.
Tra le sue passioni viene prima il calcio o la politica?
“Calcio e politica sono due cose completamente diverse. L'una è una questione di cuore e amore per la famiglia, verso mio padre, la mia Milano, il Milan, i tifosi. L'altra nasce dal senso di responsabilità verso il mio Paese che nel 1994 ho salvato dall'ideologia comunista che mi faceva paura e ancora mi spaventa. Per questo sono ancora in campo, perché l'Italia rischia di cadere nelle mani dei 5 Stelle che è un partito pauperista e giustizialista. Nonostante abbiano cercato di liquidarmi sono qui per rimettere insieme il centrodestra e vincere le prossime elezioni”.