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Scioperano Poste SPA. Csu contro il Decreto. Perplessi gli Interni, "lo avevamo rinviato"

Riflettori anche su Cis e Fondi Pensione. CSU chiede trasparenza e il coinvolgimento di parti sociali ed economiche

di Monica Fabbri
9 mag 2019
Ufficio postale di CittàScioperano Poste SPA. Csu contro il Decreto. Perplessi gli Interni, "lo avevamo rinviato"
Scioperano Poste SPA. Csu contro il Decreto. Perplessi gli Interni, "lo avevamo rinviato"

Poste SPA si ferma per una settimana, per 3/4 ore non continuative, da lunedì 13 a venerdì 17. Lo sciopero – spiega la Csu - è stato deciso dopo l’emanazione unilaterale da parte del Governo del Decreto che inserisce all’interno delle Poste il Contratto privato dei Servizi, a cui sono stati obbligati ad aderire i precari e i futuri assunti. Il sindacato aveva chiesto di sospendere tutto, in cerca di una soluzione. “ Inaccettabile – scrive - prevedere per mansioni identiche due contratti con condizioni economiche e normative profondamente diverse”. Questo il nodo, assieme ad altre richieste su servizi e condizioni dei lavoratori. “In merito alla riorganizzazione delle zone postali – si legge nella nota - la Direzione ha risposto, in sostanza, che essendo questo servizio diventato una SPA, per le Poste non era necessario nessun confronto o accordo”. Il sindacato vede quindi confermati i suoi timori, vale a dire “che l'operazione Poste SPA sia servita solo per indebolire il fronte dei diritti dei lavoratori, dato che non sono andate in porto le motivazioni addotte per legittimarla, come la creazione di servizi bancari. Il progetto è totalmente fallito”. Critiche anche al passaggio dell’Ufficio Filatelico, che genera una movimentazione di diversi milioni di euro con attivo significativo. “Un'operazione maquillage” - per la Csu – che permetterà a Poste Spa di risanare il bilancio senza meriti.

La Segreteria Interni si dice perplessa. Era stato convocato per il 14 un incontro con il sindacato – spiega – ed era stato rimandato la ratifica del decreto proprio per non pregiudicare il confronto. Guerrino Zanotti rassicura poi la cittadinanza in merito alla consegna dei certificati elettorali nei tempi stabiliti dalla legge.

Altra questione, particolarmente cara ai sindacati, i Fondi Pensione e Banca CIS. “Basta – scrive la Csu- con riunioni ed incontri che escludono le parti sociali e tengono all'oscuro la cittadinanza” e invita il Governo a dire tutta la verità sugli oltre 100 milioni di Fondi Pensione allocati nell'istituto. Punta il dito contro il decreto Salvabanche -approvato all'unanimità dal Consiglio. “Contiene – spiega - solo una garanzia generica non sorretta da nessuna base economica reale, né dà garanzie formali”. Non offre quindi le necessarie rassicurazioni a chi appartengono queste risorse. La richiesta di informazioni tocca anche i titoli sottostanti a garanzia degli stessi Fondi pensione. Il sindacato teme che siano stati utilizzati anche a garanzia di investimenti di altri clienti, o magari depositati presso chissà quali depositari esteri. “Se così fosse si configurerebbero i presupposti di una possibile truffa, perseguibile penalmente”. Infine, su incontri allargati come quello di ieri del Ccr, “ devono necessariamente coinvolgere anche le parti sociali ed economiche, dato che le tematiche delle banche e dei Fondi Pensioni – conclude - riguardano strettamente lavoratori, pensionati ed imprese”.