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E continuano a fare i loro “porci comodi” sulle spalle della collettività per gentile concessione

23 lug 2023
E continuano a fare i loro “porci comodi” sulle spalle della collettività per gentile concessione

Cosa succede quando un'azienda non versa i contributi dei propri dipendenti? Quali effetti/conseguenze produce? I dipendenti interessati sono informati dei mancati versamenti nel loro fondo pensioni? Da tempo Unione Sammarinese Commercio e Turismo riceve segnalazioni, sia da parte dei dipendenti sia da parte delle aziende, di una amara realtà proprio in riferimento ai versamenti dei contributi previdenziali. La “sorpresa” per il dipendente arriva sempre nel momento in cui, lo stesso, si reca presso gli uffici competenti per verificare a quanto ammonterà il futuro trattamento pensionistico e quanti anni ancora dovrà lavorare per raggiungere la tanto desiderata pensione. Dopo essersi fatto il “mazzo” lavorando per decenni, scopre che mancano all'appello svariate mensilità o anni di contributi previdenziali non versati nel proprio fondo pensioni. Magari, l'ignaro dipendente, la busta paga l’ha percepita per cui nessuno altro, lui in primis, si è preoccupato di verificare se il datore di lavoro avesse o meno versato i dovuti contributi. Possiamo solo immaginare lo sconforto del lavoratore di un settore privato quando gli viene comunicato che dovrà continuare a lavorare ulteriori mesi o anni a causa dei mancati versamenti da parte di un datore di lavoro. Sono fatti da noi più volte segnalati che si protraggono da troppo tempo e che stanno producendo danni in primis ai lavoratori interessati, al fondo pensioni ed indirettamente a tutte le aziende che versano regolarmente il 20 di ogni mese i contributi dei propri dipendenti. Citiamo anche le aziende perché, tutto ciò che non viene pagato come imposte, tasse e contributi, produce, oltre ad una sperequazione, una concorrenza sleale nei confronti di chi, al contrario, paga regolarmente quanto dovuto allo Stato. Come se non bastasse, oltre al danno anche la beffa! I fondi pensione sono da tempo in sofferenza e, immancabilmente, ad ogni riforma, per continuare a sostenerli, vengono aumentate le aliquote contributive sia per le aziende che per i lavoratori e saranno sempre gli stessi a pagare, cioè chi ha sempre assolto diligentemente i propri impegni verso lo Stato. Come già evidenziato in passato, chiediamo alle Istituzioni e direzioni di tutti gli uffici competenti, nessuno escluso, di informatizzare le notifiche, o “alert”, alle aziende che non hanno versato i contributi previdenziali mentre è necessario informare tutti i dipendenti interessati, dello stesso mancato versamento, subito o il mese successivo dalla effettiva scadenza (es: se il 20 giugno non sono stati pagati i contributi, il 20 luglio devono essere inviate le rispettive notifiche ai diretti interessati). Occorre abbreviare le tempistiche per le iscrizioni a ruolo delle cartelle esattoriali di BCSM. Occorre prevedere le dovute e proporzionali garanzie di pagamento di imposte tasse e contributi nei confronti dello Stato da parte delle aziende che verranno o che stanno attuando il “giochino” del “chiudo e riapro” lasciando ingenti insolvenze ai danni della collettività. Magari sono le stesse persone che sanno benissimo dei controlli poco efficaci o effettuati a posteriori ed hanno tutto il tempo di fare i loro porci comodi sulle spalle della collettività mentre i cocci li raccoglieranno sempre gli stessi o chi è “obbligato” a rimanere all’interno del Paese.

Cs - USC (Unione Sammarinese Commercio e Turismo)





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