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Al Titano Fiori al Plasma per sensibilizzare su un virus dimenticato: l'HIV

Il regista Fabrizio Raggi: "Il teatro può servire ad alzare un po' di polvere quando è troppo ferma"

di Monica Fabbri
12 apr 2024

Prima del Covid un altro virus ha sconvolto il mondo ma oggi sembra quasi dimenticato. Ecco che Fiori al Plasma vuole ricordare ai giovani che l'HIV è ancora tra noi, anche se fa meno rumore. Fabrizio Raggi si affida all'arte del teatro, al suo ruolo civico, al suo impegno educativo per lanciare un monito: mai abbassare la guardia.

Lo spettacolo nasce per sensibilizzare soprattutto i ragazzi, che spesso vivono la sessualità con troppa leggerezza, sottovalutando i rischi.

“I giovani non sanno più nulla” – spiega Raggi. “Ci sono nuovi casi, grazie al cielo non tantissimi in Italia, però i ragazzi non ne hanno idea. Sanno che ci sono delle cure, sanno che l'aspettativa di vita si è allungata tantissimo, quindi non gli danno più importanza. Si divertono, non fanno più il test, poi improvvisamente stanno male, vanno in ospedale, i medici gli dicono che hanno gli anticorpi quasi a zero e lì sono guai seri”.

Sul palco quattro attrici e un attore, pochi elementi scenici, tanto ritmo. “La compagnia del Titano è nuova, con attrici e attori sammarinesi professionisti. Lo spettacolo è andato molto bene, sono stati straordinari”.

Raggi ha vissuto negli anni 90 a Roma, e ha spiegato la sua esperienza, “per fortuna vissuta in maniera esterna a tutto questo ma proprio negli anni 90 parecchi amici erano risultati positivi. Ho perso purtroppo anche degli amici negli anni perché all'epoca ancora si moriva. Nel '92,'93 e '94 avevi un'aspettativa di vita di 10, 12 anni. Oggi grazie al cielo no”. Il teatro quindi può servire a risvegliare le coscienze “e ad alzare un po' di polvere – dice Raggi - quando è troppo ferma”.





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