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CSU: "Il Fondo vuole eliminare il contributo dello Stato sulle pensioni per ripianare i debiti creati dalle banche"

29 gen 2019
Gian Luca Montananri e Giuliano Tamagnini
Gian Luca Montananri e Giuliano Tamagnini
Banche e pensioni al centro dell’incontro tra il Fondo Monetario e la Csu. “Due emergenze - commentano i segretari generali Tamagnini e Montanari - che pesano sul futuro di San Marino  e che per questo impongono un confronto aperto al contributo di tutti”. È fondamentale - avvertono - che il Governo dica con chiarezza quale progetto vuole realizzare per riportare fiducia e stabilità nel settore bancario, partendo dalle azioni di responsabilità nei confronti di chi ha causato l’attuale dissesto. Manca, per la Csu, “un progetto strategico in grado di riportare il sistema finanziario a svolgere il suo principale ruolo, ovvero garantire l’accesso al credito a imprese e famiglie”. Il rilancio del settore bancario, rimarcano i due segretari generali, è la premessa indispensabile anche per affrontare con maggiore serenità ed equilibrio il nodo del risanamento del sistema pensionistico. “È una strada impraticabile quella scelta dal Governo di eliminare ogni forma di partecipazione economica dello Stato ai fondi previdenziali, ribadiscono. È anche però la posizione fortemente caldeggiata dall'FMI che, scrivono, afferma senza mezzi termini la necessità di eliminare il contributo dello Stato usando il corrispettivo per ripianare i debiti creati dal sistema bancario”. Puntare a un sistema pensionistico in grado di sostenersi da solo - rimarcano Tamagnini e Montanari - è impraticabile, iniquo e non è neppure così determinante per risolvere in tempi ragionevoli il deficit del bilancio dello Stato. Le ricette rigoriste del resto, concludono, hanno già ampiamente dimostrato la loro inefficacia.        

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