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Csu: riunito il direttivo unitario

15 ott 2007
La sede della Csu
La sede della Csu
Un ciclo di 7 assemblee zonali e poi la riunione generale dei delegati della CSU. Si intensifica la mobilitazione per sostenere il piano di intervento sociale ma anche per respingere gli attacchi portati da più parti al sindacato, tesi – secondo il Direttivo - a ridurne il ruolo e la funzione sociale. Questa mobilitazione, annuncia la CSU, dovrà prevedere, se necessario, anche forme di lotta più incisive.
Al centro del dibattito i 12 punti del piano di intervento sociale. Valutazione insufficiente per le risposte del Governo. Il banco di prova, è l’analisi, sarà il bilancio dello Stato. Di qui la richiesta di avere al più presto il testo del progetto di legge per avanzare in tempi utili proposte e richieste. Gravi, secondo il Direttivo, gli attacchi portati da più parti e trasversalmente al sindacato, in primo luogo negando la concertazione. Il progetto di legge di rotazione degli incarichi, prosegue la CSU, rappresenta una ingerenza impropria della politica sul libero esercizio dei diritti associativi degli aderenti alle organizzazioni sindacali e viola la convenzione dell’organizzazione internazionale del lavoro, sottoscritta pure da San Marino. Anche i referendum su lavoro e scala mobile vengono ritenuti nient’altro che attacchi che tentano di ridurre il ruolo del sindacato. Stigmatizzato il comportamento del governo nella vicenda della Banca del Titano. Per il sindacato è inaccettabile che il grave debito accumulato da una azienda privata debba essere ripianato con le risorse di tutti i cittadini. E questo mentre l’esecutivo continua a non dire nulla sulla necessità di istituire, anche a San Marino, sistemi di garanzia per tutelare i cittadini. Infine la preoccupazione per le centinaia di lavoratori occupati nelle aziende sammarinesi finite nel mirino della Guardia di Finanza italiana. Il sindacato chiede al governo di agire con tempestività, per arrivare a sottoscrivere la convenzione sulle doppie imposizioni con l’Italia ed evitare così che queste vicende finiscano per produrre conseguenze gravi per l’intero sistema economico-produttivo.