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Caso titoli, Matteo Ciacci: "Quello più rischioso venduto senza perdite"

Al Cantone delle Botte il capogruppo di Civico 10 annuncia che il titolo Demeter a scadenza più lunga è stato ceduto da Banca Centrale con un guadagno di 30.000 euro

4 apr 2019

A sganciare la bomba, ieri, Matteo Ciacci durante il Cantone delle Botte. “Ci risulta che il 20 marzo l'autorità di Vigilanza abbia venduto il titolo più rischioso, senza perderci. Anzi, guadagnando 30.000 euro”. Su quei due titoli è puntata l'attenzione della politica; sul loro acquisto è aperta – come noto - un'inchiesta del giudice Morsiani. Un veloce ripasso: nell'estate del 2017 Bcsm investì oltre 43 milioni di euro per rilevare titoli che banca Cis aveva in garanzia a fronte di finanziamenti concessi. Obbligazioni senza rating e ad alto rendimento emesse dalla finanziaria olandese Demeter, con titoli collegati al gruppo Petrobras. Il titolo ceduto è quello con scadenza più lunga, il 2023, che era stato acquistato al 128% del valore nominale e che è stato rivenduto al 113 e mezzo.

Grazie agli interessi incassati dal 2017 ad oggi, Banca Centrale ha guadagnato quindi 30.000 euro e soprattutto – ribadisce Ciacci - non ci ha rimesso, acquisendo liquidità. Non era scontato. Indiscrezioni rivelano tentativi di vendita già a Gennaio con offerte che però avrebbero causato perdite di almeno due milioni. Il plauso va a Banca Centrale, ad un monitoraggio quotidiano che ha portato all'identificazione di una finestra di 24 ore per un potenziale acquisto dei titoli Petrobras. Per qualcuno è stato un caso fortuito, rimane il fatto che l'occasione è stata colta. Non è stato semplice evitare perdite, pare che l'offerta iniziale non fosse buona. La negoziazione ha visto al lavoro, in uno spirito di squadra, Banca Centrale, dipartimento finanza e Condir. Roberto Ciavatta però puntualizza: “A livello finanziario ci sono stati 30.000 euro di guadagni, ma ci saranno due milioni in perdita nel bilancio di Banca Centrale proprio perché quei soldi erano stati messi nella totalità del loro valore dalla scorsa amministrazione”. Rimane ora da piazzare il secondo titolo, quello con la finestra temporale di due anni. Scade infatti nel 2021. Banca Centrale è al lavoro anche se venderlo oggi porterebbe a perdite inevitabili.