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Politica estera, nuove relazioni diplomatiche per eliminare i visti di ingresso

Rapporti bilaterali e multilaterali per rilanciare il sistema Paese: in primo piano l'accordo di associazione con l'Europa

di Francesca Biliotti
31 ago 2019

Tre pilastri: potenziamento dei rapporti bilaterali, consolidamento e rafforzamento delle relazioni multilaterali, supporto al processo di internazionalizzazione. Sono le basi su cui poggiare una politica estera che funga anche da trampolino per il rilancio economico ed internazionale di San Marino. Le relazioni diplomatiche sono fondamentali, specie con quei Paesi coi quali ad oggi non sussistono, si legge nel programma, proprio per “ampliare i confini di promozione del sistema Paese” e concludere accordi bilaterali per eliminare i visti di ingresso. In programma sottoscrizioni di memorandum d'intesa, si legge ancora, in ambito turistico, bancario-finanziario, culturale e dell'istruzione, e accordi specifici, ad esempio per evitare doppie imposizioni fiscali, e la promozione degli investimenti. Le opportunità maggiori le può dare l'Unione Europea, l'accesso al mercato unico, cui San Marino tende grazie all'accordo di associazione, negoziato avviato insieme a Monaco e Andorra, che negli obiettivi consentirà l'effettivo rilancio di settori nevralgici per il sistema Paese, come ha ricordato il Segretario agli Esteri Renzi all'ultimo Meeting. E nonostante la crisi politica in Italia, potranno proseguire anche i tavoli negoziali di revisione della convenzione di amicizia e buon vicinato, ha confermato, sempre al Meeting, anche il ministro degli Esteri Moavero Milanesi. La Segreteria agli Esteri si impegna inoltre a riorganizzare la propria rete diplomatica e consolare, nominando nuove figure nelle aree del mondo non coperte e strategicamente interessanti, ottimizzando le nomine e i relativi oneri, senza dimenticare il monitoraggio dei costi di gestione delle sedi di rappresentanza estera, rivedendo anche l'intero patrimonio immobiliare estero, privilegiando ad esempio l'acquisto di sedi piuttosto che l'affitto.