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Referendum Giustizia: prosegue il botta e risposta, in attesa che i Garanti si esprimano sull'ammissibilità

Si infiamma il dibattito sulla proposta referendaria di tipo confermativo, relativa alla legge sulla composizione del Consiglio Giudiziario Plenario. L'udienza dei Garanti sarebbe prevista per l'11 marzo

27 feb 2020
Referendum Giustizia: prosegue il botta e risposta, in attesa che i Garanti si esprimano sull'ammissibilità
Referendum Giustizia: prosegue il botta e risposta, in attesa che i Garanti si esprimano sull'ammissibilità

“Aspettiamo che si esprima il Collegio Garante”; questa, al momento, la lapidaria dichiarazione del Segretario di Stato Ugolini. La questione è quella, ormai nota, della proposta referendaria di tipo confermativo, relativa alla legge qualificata sulla composizione del Consiglio Giudiziario Plenario: approvata con procedura d'urgenza e molto contestata dalle opposizioni. Fabrizio Perotto, del Comitato Promotore, aveva subito snocciolato quelle che a suo avviso sono le principali criticità della norma.

A stretto giro era arrivata la reazione delle Forze di Maggioranza; secondo le quali i firmatari del quesito sono “riconducibili per la maggior parte ad RF”, e l'intento sarebbe quello di “rallentare qualsiasi azione che possa ristabilire lo stato di diritto”. Ma la polemica non si era fermata; ieri la controreplica di Perotto, che ha definito la nuova iniziativa referendaria “una scelta libera e democratica”. Ricordato, allora, il recente referendum sulla legge elettorale. Così come la strategia adottata, nella passata legislatura, dai membri di opposizione della commissione giustizia. “La legge appena votata – afferma Perotto – estromette dal Consiglio Giudiziario Plenario i magistrati ritenuti scomodi”; e l'obiettivo – continua – è “mandare un chiaro messaggio ai giudici” alla vigilia di alcuni importanti processi: Conto Mazzini, Asset, centro uffici, o quelli “che riguardano due attuali membri di Governo”.

Ironica, oggi, la risposta di Rete; che ha paragonato il quesito referendario a quello che nella boxe è definito il “journeyman”: lo sconfitto annunciato. Ma in questo caso a pagare è il “cittadino”, afferma il Movimento; che ricorda come poco più di 2 mesi fa “lo stesso elettorato” avesse premiato le forze dell'attuale maggioranza con “44 seggi su 60”. “La mossa di RF – si legge in un comunicato – è una mera scappatoia per prendere tempo, per impedire che la Giustizia torni a funzionare”. Quel che è certo è che gli effetti della nuova legge sono sospesi in attesa che il Collegio Garante si esprima sull'ammissibilità del referendum, depositato lunedì. L'udienza, a quanto pare, sarebbe stata fissata per l'11 marzo.