Logo San Marino RTV

Il Banco del Mutuo Soccorso è tornato

Si chiama "Transiberiana" l'album che segna il grande ritorno della band sulla scena musicale dopo 25 anni da "Il 13" del 94

di Mirco Zani
17 giu 2019
Il Banco del Mutuo Soccorso è tornato

Buone notizie era anche l'incipit di un loro grande successo, ma qui le notizie positive sono ben due. La prima è che Il Banco del Mutuo Soccorso torna e la seconda lo fa con un disco nuovo di zecca, "Transiberiana". Sono passati ben 25 anni dall'ultimo lavoro della storica band nata a Roma nel 1969 da Vittorio e Gianni Nocenzi, Gianfranco Coletta, Fabrizio falco e Mario Achilli, dal titolo "Il 13"

Nel 1972 il Banco del Mutuo Soccorso aveva assunto la sua formazione definitiva, incorporando Francesco Di Giacomo, Renato D'Angelo e Pierluigi Calderoni, rispettivamente voce, basso e batteria del gruppo Le Esperienze, oltre a Marcello Todaro, chitarrista dei Fiori di Campo. Si trattò di una vera svolta qualitativa: il gruppo passò dalle canzoni beat del primo periodo, a composizioni progressive, fortemente influenzate dalla formazione musicale classica dei fratelli Nocenzi e impreziosite dai raffinati testi scritti da Francesco Di Giacomo, che divenne la voce del Banco



Sono gli anni del "Rock progressivo Italiano" e insieme a  Premiata Forneria Marconi, gli Area e Le Orme,formazioni che si pensa abbiano dato il meglio nel magico decennio dei ’70, il Banco si impone all'attenzione come esempio più rappresentativo e noto del movimento.

Transiberiana è un disco che guarda al futuro (come sempre ha fatto la musica del Banco) con piedi ben piantati nel glorioso passato. Un passato che riesce a rivivere in maniera fresca, senza stucchevolezze o rimandi fuori luogo. Tutto è calibrato, a cominciare dai suoni di tastiere, un mix di modernità e vintage di grande classe. Se si dovesse fare un paragone Transiberiana può avvicinarsi a certe partiture di Come In Un’ultima Cena, l’album che nel 1976. Il Banco del Mutuo Soccorso che nonostante tutte le avversità affrontate in questi anni, dimostra una volta di più la pasta di cui è fatta questa straordinaria band offrendo un’eccellente mistura di antico e moderno che non rifà il verso al genere ma ce lo restituisce in tutta la sua autenticità.