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Coronavirus San Marino: come cambierà la scuola? Prime idee sul tavolo

di Mauro Torresi
4 mag 2020
Coronavirus San Marino: come cambierà la scuola? Prime idee sul tavolo

E' una scuola da ripensare quella che frequenteranno bambini e ragazzi a settembre, inedita rispetto a quanto abbiamo vissuto finora. E' l'emergenza virus a modificare ritmi e metodi di insegnamento. Dopo la proposta di didattica mista avanzata in Italia dalla ministra dell'Istruzione Azzolina, anche a San Marino si fanno strada le prime ipotesi.

Nei giorni scorsi è circolato, nelle chat, un documento tecnico con idee per il nuovo anno scolastico. Nel settore si sta già lavorando. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, spiegano gli addetti ai lavori, ma a settembre potremmo avere una scuola con una parte di studenti nelle classi e l'altra a casa in tele-didattica. Ogni gruppo, forse, si alternerà tra lezioni in aula e a distanza. E' più probabile che questo succeda per medie e superiori. Per le elementari si sta pensando a dei turni, metà classe al mattino e metà al pomeriggio. Per le mense, si dovrà ragionare insieme alle istituzioni sanitarie così come per gli eventuali dispositivi di protezione da far indossare ai ragazzi.

C'è fermento in questi giorni tra gli insegnanti, dalle lettere di quelli delle elementari e delle superiori che sottolineano il loro impegno nel garantire gli insegnamenti anche online al messaggio dei docenti delle medie che si uniscono ai colleghi e si dicono pronti al confronto sulle decisioni future.

Intanto, l'Unione donne sammarinesi parla di “famiglie dimenticate”. Si chiede come riusciranno, nella fase 2, a organizzarsi nei prossimi quattro mesi tra figli e lavoro. Nelle decisioni politiche, scrive, “i grandi assenti sono i bambini”, che accusano stress, disagi e una voglia di tornare alla normalità. Chiede quindi un'offerta pubblica o privata di spazi e strutture. L'Unione consumatori sammarinesi propone di aprire i centri estivi statali con criteri di accesso in base alla situazione lavorativa dei genitori, abbassando la retta o azzerandola fino a settembre. Nella proposta di Ucs anche quella di coinvolgere le federazioni sportive per proporre ai ragazzi attività non di contatto nel rispetto delle regole anti-Covid.